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about Un blog dove si raccontano storielle sebozoidi...cariche di umore epidermico... altri link L'immagine del template nella versione originale è tratta dal film Uzak di Nuri Bilge Ceylan ![]() Chiare fresche et dolci acque my self Gelido, consapevole di sé e dei suoi torti, non è cattivo. È il buono che derideva il Nietzsche «...in verità derido l'inetto che si dice buono, perché non ha l'ugne abbastanza forti...» ![]() reading archivio marzo 2007 febbraio 2007 gennaio 2007 dicembre 2006 novembre 2006 ottobre 2006 settembre 2006 agosto 2006 giugno 2006 aprile 2006 febbraio 2006 gennaio 2006 dicembre 2005 novembre 2005 ottobre 2005 settembre 2005 agosto 2005 luglio 2005 giugno 2005 maggio 2005 aprile 2005 marzo 2005 febbraio 2005 gennaio 2005 dicembre 2004 novembre 2004 ottobre 2004 settembre 2004 agosto 2004 luglio 2004 giugno 2004 maggio 2004 aprile 2004 marzo 2004 febbraio 2004 gennaio 2004 dicembre 2003 novembre 2003 ottobre 2003 settembre 2003 luglio 2003 giugno 2003 maggio 2003 aprile 2003 marzo 2003 counter *loading* rose che io non colsi |
lunedì, marzo 26, 2007
E' in atto una petizione molto importante per il prolungamento della metropolitana linea tre sino a Paullo. Questo risolverebbe la congestione del traffico sulla paulese e, di conseguenza, ridurrebbe il traffico sulle tangenziali milanesi. Qui potete trovare altre informazioni: e qui il link per la firma: http://www.petitiononline.com/M3PAULLO/
FIRMATE postato da
Sebozona |
09:31 | commenti (21)
martedì, febbraio 20, 2007 Spleen di provincia
Capita a volte
quando mi sento lontano
dal mondo in cui esisto,
quando il fresco baluginare
delle mattine d’agosto
diventa un rapido
pomeriggio d’inverno.
Avara è l'aria che respiro,
e l'albero scosso dallo schianto
della corrente
butta polvere e foglie morte.
Non l'angoscia che spezza le vene
questo istante
breve come una frusta
è lo specchio che riflette
il lampo buio e muto.
postato da
Sebozona |
09:50 | commenti (6)
giovedì, febbraio 15, 2007
Per due anni abbondanti alla cassa del bar la versione chemioterapica di Michael Bolton regalava sorrisi alle studentesse che con vergogna rispondevano al suo ripugnante entusiasmo. Oggi un signore di mezza età con occhi piccoli e lucidi, il busto tozzo e le mani grosse, ti augura il buongiorno. E' sincero, di certo non ha interessi professionali, e quella scintilla nelle pupille chiare ti lascia con l'amare illusione che tutto possa andar bene. Al bancone tre tipi affancendati preparano le colazioni. Pantaloni neri, camicia bianca e inamidata, capelli al posto; sono due giovani saltennanti e bellocci e un canuto quarantenne basso di statura ma con braccia nerbolute. Non è facile capire se dietro la concitazione del lavoro si nasconda un'anima collerica o uno spirito gentile. Tu che arrivi e li srponi sei il laido che li fa lavorare, neanche tu hai scelta, e loro non vogliono pensarci. postato da
Sebozona |
08:52 | commenti (1)
mercoledì, febbraio 14, 2007
Alle 7:15 del mattino la folla infreddolita degli assonnati butta una moneta sul vassoio della cassa e scappa. Poi con gli occhi pensati e un breve sorriso si gode il tepore familiare del caffè caldo. Esce, l’inverno peggiore lo aspetta per tutti i giorni dell’anno. Una coppia di fidanzati attempati sosta all’angolo del bar, alla giusta distanza di giudizio per guardare con disprezzo chi arranca e impreca.. Sono lì, fermi, si dicono delle cose all’orecchio sghignazzando di gusto. Hanno facce curate e riposate, lei una spessa montatura sul naso aguzzo lui capelli argento cotonati e un loden sgualcito. Comincio da loro perché rappresentano la piccolezza umana di chi, raggiunto uno scopo, guarda dall’empireo del proprio successo la feccia umana che non li eguaglia. Non li ho mai visti entrare, quando arrivo sono già all’angolo, pronti per godersi la sfilata… Gli altri buttano la moneta e bevono il caffè, vorrebbero spiegare all’appuntita signora e al brillante cappotto la poetica sofferenza che si nasconde nella normalità. Ma la giornata di lavoro comincia, contro ogni dio sono schierati le facce bruciate dal freddo, la schiera umana dei reietti sulla banchina in attesa del loro brutale caronte. postato da
Sebozona |
10:59 | commenti (1)
giovedì, febbraio 08, 2007
Alle 7:06 il cargo scarica il bestiame nervoso e fumante. Questo è il momento più poetico della giornata. Un fiumana di persone assonnate si butta nel budello della città. La fermata del bus non è altro che la prima fase digestiva: le persone masticate dai mezzi vengono inghiottite dalla gialla per essere risputate nel grande cesso della città che lavora. Io vedo solo facce assonnate, gente con la pelle alta un metro, intoccabili pronti ad assassinare con gli occhi per un claustrofobico posticino in fondo al vagone. Dov'è il miracolo, dov'è la parte di ricchezza che ci spetta, a che ora comincia la festa? Altri momenti di poesia li vivo nel bar della stazione quando alle 7:15 smontano dall'orribile ronda le prostitute africane. Alcune dalla stanchezza abbandonano il capo addormentandosi sul tavolo invaso di tazzine e briciole, altre schiamazzano allegramente, deridendo qualche raro "incravattato" che si sporge dal bancone. Ridono urlando il loro disprezzo all'uomo che le ha comprate per dieci minuti d'amore e che ora abbassa lo sguardo per la vergogna di dire... Perchè tutto questo dovrebbe essere poetico?... semplicemente perchè è vero! postato da
Sebozona |
08:54 | commenti (4)
mercoledì, febbraio 07, 2007
Interno Ascolto tutta la notte E’ la signora che urla …ma non c’è speranza, postato da
Sebozona |
08:43 | commenti (2)
martedì, gennaio 23, 2007
Prima di dormire
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Sebozona |
13:44 | commenti (5)
lunedì, gennaio 15, 2007
Il tapino equilibrio
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Sebozona |
12:35 | commenti (12)
mercoledì, gennaio 10, 2007
Lettera dal Sillaro Elena cara e fragile Allora di cosa dovrei pentirmi?
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Sebozona |
09:08 | commenti (2)
venerdì, dicembre 22, 2006
Incipit sbagliato a lei
Come ogni mio sforzo Forse la felicità postato da
Sebozona |
09:03 | commenti (8)
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